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Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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17 Febbraio 2010 - Mercoledi delle Ceneri
Inizio Quaresima 2010
Il Mercoledì delle Ceneri apre il tempo liturgico della Quaresima
È un inizio importante che dovrebbe cambiarci il cuore
L’imposizione delle ceneri ci ricorda la nostra condizione umana,
la nostra fragilità e ci sollecita a un cambiamento:
«Convertitevi e credete al Vangelo!»
Ieri sera, alle 20.00 sono stato con Alex alla chiesa di Vira, dove vi è stata la S.Messa e la cenere ci è stata cosparsa sul capo.
Inizia il tempo della riflessione, il tempo di un cammino di conversione al Vangelo, il tempo della condivisione, soprattutto verso coloro che necessitano un aiuto nel cuore e materialmente.
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Ultima modifica: 18/02/2010 06:33 Da kikko.
... se parli con il cuore ... la gente di cuore capirà ...
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Messaggio del Vescovo
Quaresima, un'occasione per tutti i fedeli
mercoledì delle ceneri
di Pier Giacomo Grampa - Vescovo di Lugano
La Chiesa ci introduce nel tempo forte della Quaresima attraverso un segno: l’imposizione delle ceneri; offrendoci un tempo delimitato: 40 giorni; richiamandoci ad un impegno preciso: la riconciliazione.
Il segno dell’imposizione delle ceneri non appartiene alla nostra cultura, anche se la pratica plurisecolare lo ha reso familiare.
Rimane comunque un gesto estraneo e quindi può essere utile richiamarne il senso.
La cenere è il risultato di ciò che un tempo era vita e che ora non lo è più.
Un ramo viene reciso, perde il contatto vitale con la linfa, si secca, viene bruciato e diventa cenere, che evoca morte e nullità.
Perciò cospargersi o sedersi nella cenere fu sentito come segno di penitenza.
Così la cenere richiama la polvere: «Ricorda uomo che sei polvere ed in polvere ritornerai».
I cristiani che si avviano a ricevere le sacre ceneri, ottenute dagli ulivi benedetti dell’anno precedente, esprimono la loro condizione di radicale povertà, anzi di nullità.
Capiscono che quello che sono, lo sono per grazia, per dono e allora dimostrano, positivamente, la loro disponibilità a convertirsi, a rispondere con amore alla sollecitazione della grazia.
Questo cammino di conversione avviene nel tempo, avviene gradualmente. Questo vuol esprimere il numero 40, tanto caro alla tradizione biblica: 40 sono gli anni trascorsi dal popolo pellegrino nel deserto; 40 i giorni di permanenza di Mosè sul Sinai; 40 i giorni di viaggio di Elia all’Oreb; 40 i giorni dati ai Niniviti per convertirsi; 40 i giorni trascorsi da Gesù nel deserto. Più che una quantità matematica il 40 indica un tempo entro il quale succede qualche cosa di importante, di decisivo.
Un tempo di grazia (kairòs) distinto dal kronos, che è un tempo fatto da attimi tutti uguali.
Un tempo di grazia, quindi un’opportunità unica da valorizzare al massimo.
È questo il sacro tempo per fare penitenza.
Un tempo prezioso; un’occasione di santità che non si può disattendere o prendere alla leggera.
Con il segno delle ceneri iniziamo questo tempo di Quaresima, dei 40 giorni per trasformare la nostra povertà in santità.
Tempo di grazia da svuotare delle nostre miserie per riempirlo dei doni del Signore.
Il contenuto del cammino consiste essenzialmente in un bisogno di riconciliazione che presenta da un lato la coscienza del nostro limite e l’urgenza che Qualcuno agisca per noi, e dall’altro lato il sereno convincimento che, aiutati, possiamo essere migliori e riuscire vincitori.
La riconciliazione è opera di Dio, ribadisce la prima lettura della prima Messa di Quaresima.
Perdona Signore il tuo popolo, invoca il profeta Gioele, evocando gesti e parole intensi di simbolismo - «stracciarsi le vesti» - per dire che è il cuore che bisogna liberare.
La seconda lettura aggiunge che l’attività divina passa attraverso la mediazione della Chiesa: «lasciatevi riconciliare in Cristo».
Il vangelo dice le tre opere che ci devono riconciliare con Dio, con il prossimo, con se stessi.
La preghiera: che è ascolto, che è silenzio, che è lettura della parola di Dio e risposta con la nostra invocazione.
L’elemosina: il Sacrificio quaresimale col suo invito a spezzare il pane con gli altri, a vivere il tema del Sacrificio Quaresimale di quest’anno: più giustizia nel commercio, diritto di tutti al cibo.
Al tema della giustizia ha dedicato il suo messaggio per la Quaresima papa Benedetto.
Sarà lettura da fare per comprendere bene a quale giustizia ci richiama il periodo quaresimale.
Il digiuno: che deve aiutare noi a non riporre nelle cose materiali, ma nella forza dello spirito la nostra salvezza.
Lasciamoci riconciliare con Dio per fungere da ambasciatori di Cristo e del suo vangelo anche nel nostro mondo.
Riconciliamoci con i fratelli attraverso il perdono e la condivisione. Il digiuno sia occasione opportuna per riconciliarci con lo Spirito che vivifica e ci orienta al nostro destino eterno.
17.02.2010
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Ultima modifica: 18/02/2010 06:37 Da kikko.
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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QUADRO TEMATICO
Il diritto al cibo rimane al centro della nostra rivendicazione.
La crisi climatica e quella finanziaria stanno peggiorando la situazione di molte persone nei Paesi del Sud: aumentano povertà e il numero di chi patisce la fame.
Le ultime statistiche della FAO parlano di un miliardo di affamati, una
persona su sette.
Intanto i prezzi dei generi alimentari non cessano di aumentare; i primi a subire le conseguenze della crisi economica al Nord
sono gli emigrati che sono più facilmente licenziati.
Di conseguenza si interrompe il flusso di denaro verso il Sud che permette la vita di milioni di nuclei famigliari.
In questo contesto la realizzazione degli Obiettivi del Millennio ONU è fortemente messa in pericolo.
In particolare il primo obiettivo - riuscire a dimezzare entro il 2015 il numero delle persone che soffrono la fame - diventa ancora più ambizioso.
Diventa inoltre imperativa la realizzazione dell’ottavo obiettivo, la sicurezza economica.
Concretamente significa mettere in atto un nuovo sistema commerciale e
finanziario, basato su regole universali non discriminanti per il Sud.
In mancanza di queste basi, generi alimentari e materie prime basilari
resteranno merci di speculazione.
Regole commerciali ingiuste, dumping sociale, erosione della materia prima suolo stanno distruggendo le basi vitali per la vita.
Chi ne subisce in maggior misura le conseguenze sono anche in questo caso le persone che meno hanno tratto profitto dagli anni
di crescita: le popolazioni svantaggiate dei Paesi in sviluppo.
APPROCCIO TEOLOGICO
Dai seguenti punti di vista l’attuale situazione planetaria è scandalosa:
• Gesù dice il Diritto di ogni persona al cibo e alla dignità è più importante di qualsiasi legge (Lc 6,1-5);
• l’essere umano è l’immagine di Dio e la sua dignità deve essere
rispettata (Gen 1,27, Sap 2,23);
• la dottrina sociale cristiana mette in evidenza la necessità di ancorare il mercato a finalità morali che assicurino e circoscrivano adeguatamente lo spazio della sua autonomia; l’idea che si possa affidare al solo mercato la fornitura di tutte le categorie di beni non è condivisibile perché basata su una visione riduttiva della persona con i suoi assiomi della dignità umana e della solidarietà.
CI IMPEGNAMO PER:
• nuove regole commerciali che contemplino i diritti delle popolazioni
svantaggiate del Sud.
Il commercio mondiale deve rispettare i Diritti
umani, non avvenire a scapito dell’ambiente e contribuire a contrastare
la povertà;una nuova politica agraria: valorizzazione delle piccole e medie aziende agricole che non danneggiano l’ambiente, assicurano
l’approvvigionamento della popolazione locale, creano reti locali per lo
smercio dei prodotti (mercati, infrastrutture) e preservano le risorse
naturali;
• un commercio di prossimità e un consumo sociale e responsabile:
il consumo di prodotti locali, stagionali coltivati nel rispetto delle persone e dell’ambiente e la reintroduzione di un legame diretto tra chi produce e chi consuma.
Tragitti meno lunghi e relazioni interpersonali promuovono
la conoscenza reciproca, riducono le emissioni di gas a effetto serra e
permettono a piccole strutture agricole di migliorare il proprio reddito.
Per far nascere e proteggere queste micro strategie commerciali è
necessario – sia al Sud che al Nord – introdurre meccanismi adeguati
quali dazi doganali o altre misure di protezione per prodotti locali;
• alternative al commercio non-equo e non-solidale: un’economia
alternativa esiste e deve essere meglio conosciuta, è l’Economia Sociale
e Solidale.
Si tratta di un’economia che non è al servizio del profitto di
pochi/a scapito di molti, bensì a beneficio del benessere di tutti:
“io sto bene solo se stai bene anche tu”.
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Ultima modifica: 19/02/2010 07:00 Da kikko.
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Domenica 21 febbraio 2010
"... un missionario amico mio ha vissuto con loro ..."
Quando una famiglia nivaclé, in Paraguay, non ha più da mangiare, cammina per ore fino a trovare un'altra famiglia.
Entrano in casa, prendono il cibo di cui hanno bisogno e se ne vanno.
Non moriranno di fame.
Poi altri verranno a casa loro.
E anch'essi daranno del loro.
Il nome etnico Nivaclé significa "essere umano", "persona", "signore"
Se su seimilaquattrocento milioni di esseri umani, piu di ottocentocinquanta milioni soffrono di fame cronica: c'è bisogno di uno spirito mondiale nivaclé.
"... Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perchè saranno saziati ..."
Matteo 5,6
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Lunedi - Martedi 22-23 febbraio 2010
"... questa fabbrica è il nostro orgoglio ..."
Le contadine e i contadini della provincia di Puno riescono a vendere il loro raccolto a miglior prezzo, saltando gli intermediari. Sacrificio Quaresimale li accompagna in questo processo.
Questa fabbrica è il nostro orgoglio: è funzionale e ci permette di trarre profitto anche dalla lavorazione della quinoa.
I chicchi di migliore qualità sono destinati all'esportazione.
È cosi ovunque nel mondo, me lo ha raccontato qualcuno.
La merce migliore è sempre esportata.
Chi ha coltivato la terra si accontenta della seconda scelta.
In questo momento stanno lavorando da noi dodici persone, ma ci sarebbe posto per cinquanta.
Possiamo quindi ancora crescere.
Dal momento che controlliamo anche la distribuzione possiamo fare a meno degli intermediari.
È un'ottima cosa perchè il nostro margine di guadagno è più alto e ciò va a vantaggio delle contadine e dei contadini.
Si, è un bel successo, ma ci sono guai in vista.
Abbiamo sentito che la Francia vuole brevettare la quinoa.
Deve aver scoperto che è possibile fae grossi affari, guadagnare molti soldi! Con la nostra quinoa! Dobbiamo opporci.
Il governo qui non se ne sta interessando per nulla, i politici della nostra regione nemmeno.
Quindi sta a noi occuparci della cosa.
La quinoa deve continuare ad essere di noi tutti, non di un solo proprietario.
La disputa non sarà facile, per niente; chi siamo noi, contadine e contadini dell'altipiano?
Per farci ascoltare avremo bisogno di aiuto.
Anche dall'Europa.
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Mercoledi 24 febbraio 2010
"... chi avrà raccolto il grano lo mangerà, chi avrà vendemmiato berrà il vino;
canteranno la loro riconoscenza a me nei cortili del mio santo tempio ..."
Isaia 62,9
Nuova vita per un alimento antico
Quando si parla della quinoa ad agronomi e nutrizionisti, luccicano gli occhi dall'emozione.
Questo antichissimo alimento originario dell'altopiano andino è a suo agio in condizioni estreme.
È ricco di vitamine, minerali e acidi grassi saturi; una vera miniera di salute.
La nuova consapevolezza sulle qualità della quinoa ha sviluppi preoccupanti.
I mercati del Nord se ne stanno interessando sempre di più e il suo prezzo di vendita é molto aumentato.
Questo va si a beneficio di contadine e contadini della regione, però l'odore dei soldi ha risvegliato la brama altrove.
La popolazione indigena dell'altopiano teme che gruppi agrari internazionali vogliono brevettare e monopolizzare la loro quinoa, selezionata sull'arco di 6000 anni.
Una famiglia contadina da sola sarebbe in balia delle nuove tendenze di mercato.
Perciò nella regione peruviana di Puno 150 famiglie si sono unite per migliorare la coltivazione e la vendita di quinoa.
Si scambiano le migliori sementi, insieme riescono a noleggiare macchinari e sono perfino riuscite ad aggiungere valore al loro prodotto aprendo una fabbrica per la lavorazione della materia prima.
Oggi preparano trenta prodotti finiti per il mercato regionale e per l'esportazione.
Sacrificio Quaresimale appoggia le famiglie contadine di Puno nei loro sforzi per migliorare i canali di smercio della quinoa e nel confronto con chi la vuole brevettare
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Ultima modifica: 24/02/2010 08:31 Da kikko.
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Giovedi - Venerdi 25-26 febbraio 2010
"... vai a far pace con tuo fratello ..."
Granelli di collera
Rachia Salifu, coltivatrice di riso del nord del Ghana, lavora senza sosta eppure riesce a nutrire i suoi figli.
In 30 anni il prezzo di vendita del riso nel suo paese è crollato.
La causa è l'apertura del mercato imposta dal Fondo Monetario Internazionale.
La forte riduzione dei dazi doganali ha permesso l'arrivo di riso dal Vietnam, dalla Thailandia e dagli USA.
Quest'ultimo poi, fortemente sovvenzionato è venduto a prezzi stracciati.
Automaticamente la domanda di riso indigeno è crollata del 75% dal 2000 ad oggi.
Il Ghana non è l'unico paese in questa situazione e Rachia condivide la sorte di quasi due miliardi di persone la cui sopravvivenza dipende dal riso.
È per questo che le organizzazioni contadine del Sud si stanno mobilitando in vista della liberalizzazione dei mercati agricoli voluta dall'Organizzazione mondiale del Commercio.
Le trattative del Ciclo di Doha sul commercio mondiale mettono in pericolo la sicurezza alimentare.
Alcuni paesi industrializzati negano le esigenze dei paesi in sviluppo, cioè di poter esonerare alcuni prodotti agricoli, tra cui il riso, dall'apertura dei mercati e continuare a proteggerli con dazi doganali.
Le organizzazioni contadine del Sud si oppongono alla rapida liberalizzazione dei mercati agricoli.
Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale appoggiano le loro rivendicazioni
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Sabato 27 febbraio 2010
"... un tè buono per chi produce e chi compra ..."
All'inizio si vendevano solo tè, caffè e pullover di lana fatti a mano in Perù.
Le maniche erano spesso troppo lunghe o corte, ma andavano a ruba ... ricorda Franco Crameri-Droux, che dopo oltre 27 anni, ha lasciato la presidenza della Bottega del mondo di Poschiavo.
Il negozio funzionava grazie all'impegno di volontarie e volontari, 24 donne e 6 uomini.
Il più giovane ha 25 anni e la più anziana 80 anni!
Il segreto di questo successo?
Forse dipende dal fatto che tutto sia nato dallo slancio ecumenico di un gruppo di persone, che è riuscito a coinvolgere un pò tutto il paese.
E, in effetti, i fatti parlano da soli.
La cooperativa oggi offre una vasta scelta di prodotti alimentari: cioccolato, riso, zucchero, miele, molti dei quali provenienti da coltivazioni biologiche.
Anche l'oggettistica riscuote molto interesse.
Molti comprano i cestini intrecciati del Bangladesh per fare un regalo.
Ma la vendita di prodotti del commercio equo non è tutto:
Grazie all'entusiasmo e all'idealismo sono stati molti gli incontri per fare conoscere altri paesi.
Una o due volte l'anno arrivano a Poschiavo relatori vicini ai problemi di queste popolazioni svantaggiate del Sud.
Ciò ha permesso di sensibilizzare e informare le persone.
Non essendo un'iniziativa a scopo di lucro, parte dei ricavi della Bottega del Mondo sono destinati al sostegno di progetti di aiuto allo sviluppo, con i quali la Valposchiavo ha un contratto diretto.
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Domenica 28 febbraio 2010
"... Dona Marta vende al mercato pubblico ..."
Dona Marta vende al mercato pubblico i prodotti che suo marito, contadino, semina e raccoglie: verdure.
Sopravvivono col guadagno che resta loro, se resta loro.
Ma quando Dona Marta pensa che la sua cliente sia più povera di lei, le regala addirittura una carota in più o una cipolla.
Cosa che non succede in un supermercato.
Dona Marta va ben oltre i commerci equi
"... Siete voi il sale del mondo
Ma se il sale perde il suo sapore,
come si potrà ridarglielo?
Siete voi la luce del mondo ..."
Matteo 5, 13-16
Sale ... tutti mangino
Luce ... mangino bene
Terra ... in questa grande casa di tutte e tutti
Che arduo compito!
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Lunedi - Martedi 1-2 marzo 2010
"... coca o morte, stava scritto su un cartellone ..."
Lo portava un coltivatore di coca durante una manifestazione.
Come se in Bolivia crescesse solo la coca.
Come se, oltre al commercio della coca, non ci fosse altro.
Si anche io l'ho coltivata, in modo assolutamente legale; ma oggi di un intero campo non sono rimasti che due o tre cespugli.
Certo la tentazione è grande, il commercio di coca è allettante.
Adesso me ne andrei in giro su una grossa automobile e potrei mandare i miei figli alla scuola privata.
Ma la coca non porta felicità.
Distrugge il suolo e la società.
Le persone per bene ti indicano con il dito, non sei più libero, senti sempre la polizia che ti sta con il fiato sul collo.
Quando qui a Santa Fé abbiamo firmato con il governo il contratto "Cero coca" ci è stato promesso che ci avrebbero proposto delle alternative, ma a parte qualche pollaio non s'è visto nulla.
Così l'alternativa l'abbiamo creata noi: stevia, la pianta dolce.
Sappiamo come e dove piantarla, ne abbiamo già venduta un bel pò.
Questa pianticella ha un futuro davanti a sé, può sostituire lo zucchero.
Nei prossimi anni il nostro maggior impegno sarà quello di creare i nostri canali di distribuzione in modo che siano il più possibile giusti.
Oggi German non coltiva più la coca.
la sua fede gli impedisce il commercio di sostanze stupefacenti.
Pane per tutti e mission 21 lo appoggiano nel suo progetto di coltivazione della stevia, un'erba dal fortissimo potere dolcificante
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Mercoledi 3 marzo 2010
"... l'amara verità è più dolce della menzogna ..."
Un giusto prezzo per un pezzo di salute
In Bolivia ci sono coltivatori "normali" che si occupano di caffè, agrumi e banane.
E c'è chi fa un sacco di soldi coltivando illegalmente la coca per il mercato internazionale della droga.
Lo stato Boliviano e la nordamericana US-Aid avevano promesso delle alternative.
Purtroppo lo stato è debole e gli americani si sono tirati indietro
A Santa Fé 30 famiglie hanno preso l'iniziativa fondando la cooperativa Meprosor con lo scopo di coltivare biologicamente la stevia, diffonderla e commercializzarla.
Il programma di mission 21 ha permesso di acquisire le competenze necessarie a gestire una cooperativa.
La stevia cresce bene e i membri della cooperativa si apprestano a fare il prossimo passo: la sua commercializzazione
Ma in Bolivia i prezzi pagati per i prodotti agricoli sono bassi
È per questo che a Santa Fè si spera di concludere accordi commerciali equi con il Nord
Per far si che la coltura della stevia si affermi, deve essere possibile venderla a un giusto prezzo
Pane per tutti dà un sostegno nella ricerca di buoni acquirenti
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Ultima modifica: 03/03/2010 07:49 Da kikko.
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Giovedi-Venerdi 4-5 marzo 2010
"... per questo vi assicuro che il regno di Dio sarà tolto a voi e sarà dato a gente che farà crescere i suoi frutti ..."
Zucchero dal retrogusto amaro
Lo zucchero è la "vacca sacra" della politica agraria elvetica e dalla fine del diciannovesimo secolo è il simbolo dell'indipendenza alimentare della Svizzera
Questo settore è talmente protetto e sovvenzionato che la nostra autonomia per quanto riguarda lo zucchero è aumentata dal 55% del 1990 al 100% attuale
Pur coprendo il suo fabbisogno, la Svizzera continua a importare zucchero per la fabbricazione di quei prodotti di cui è grande esportatrice, come il cioccolato
Nel 1989 il Consiglio Federale aveva deciso di abbassare i dazi doganali per lo zucchero proveniente da paesi in sviluppo in modo da avvantaggiarli rispetto all'UE
Solo nel 2007 il Sud ha potuto approffittare dell'accesso privilegiato al nostro mercato: in quell'anno la quota parte non europea dello zucchero importato in Svizzera è passata dal 5 al 65%
Ma poi il Consiglio Federale, per paura di pregiudicare le buone relazioni con l'UE, ha sospeso per sei mesi il trattamento di favore
Attualmente oltre il 95% dello zucchero importato è europeo
Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti criticano questo atteggiamento della Confederazione perchè in netta contraddizione con il suo lavoro nella cooperazione allo sviluppo
Scorte d'emergenza ingiuste
La Svizzera è tenuta a costituire e gestire una riserva di zucchero in caso di guerra o catastrofe
Riserva che è finanziata dai paesi svantaggiati del Sud: una tassa speciale di 16 franchi è prelevata su ogni 100 kg di zucchero importato
Un'ingiustizia inaccettabile
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Sabato 6 marzo 2010
"... ritroviamo il piacere di aiutarsi a vicenda ..."
Le persone devono imparare a riappropriarsi del proprio tempo!
Viviamo all'insegna dello stress, del consumismo e dell'individualismo, cosi anche i rapporti sociali con gli altri ne risentono.
Un circolo vizioso a cui Beatrice Dolfini, madre di tre figlie e animatrice in una casa per anziani di Magliaso, cerca di offrire un'alternativa.
Grazie a Scambio di Favori (SdF) ho ritrovato il piacere di condividere e di aiutare chi ne ha bisogno.
Spesso si esige dagli altri senza dare nulla in cambio.
Ed è cosi che lei, da oltre dieci anni, mette a disposizione la sua maestria e la sua creatività con ago e filo, ricamando, cucendo e rammendando.
In cambio c'è chi le taglia la legna per il camino o le pulisce le vetrate di casa, attività quest'ultima che lei stessa ammette, ridendo, di non amare troppo.
Uno scambio alla pari dove il denaro e il profitto, per una volta, non contano.
Quella che si crea è una relazione umana che porta un valore aggiunto rispetto al semplice acquisto, un atto che la signora Dolfini ritiene del tutto impersonale.
In media, al giorno, ogni socio della rete SdF offre un'ora del suo tempo e ne riceve una di aiuto in cambio.
Dagli altri abbiamo molto da imparare e possiamo insegnare anche noi qualcosa.
Tuttavia è indispensabile cominciare a cambiare noi stessi, imparare a donare e a donarci agli altri, senza paura di rimanere delusi.
È un rischio che vale la pena di correre: Beatrice Dolfini non ha dubbi.
Scambio di Favori è una banca del tempo sorta a Vira Gambarogno nel 1997.
I soci, attraverso una rete solidale, mettono liberamente a disposizione le loro competenze di vario tipo (culturali, tecniche, linguistiche, musicali, ecc.) e la loro disponibilità per aiutarsi vicendevolmente.
Per qualsiasi attività viene conteggiato il tempo di scambio, in negativo per chi riceve e in positivo per chi offre un servizio
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Domenica 7 marzo 2010
"... ricordo che il mezzogiorno ci sorprese ..."
Il mio compagno ed io, in un villaggio perso tra boschi di pino: affamati ed assetati, scoprimmo una casa
La donna condivise il suo pranzo e quello dei suoi figli, con noi: un'arancia
Due spicchi per ciascuno e anche il cane ricevette la sua razione
Fu il pasto più bello e più doloroso
Bello: ella diede quel poco che aveva ancora
Non lo si poteva rifiutare
Stava dando la sua vita, la cosa più grande che aveva di sé, la sua fraternità, la sua umanità
Doloroso: noi saremmo tornati in città e avremmo saziato i nostro stomaci e avremmo visto sprechi di insolidarietà in strade piene di affamati
Mai siam tornati ad essere uguali!
Che facciamo per essere fraterni?
... "dacci oggi il nostro pane quotidiano" ...
Matteo 6,11
Però è nostro, non tuo, non mio ... è nostro!
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Lunedi-Martedi 8-9 marzo 2010
"... la notte mi piace guardare il cielo pieno di stelle ..."
Di giorno lavoro; c'è molto da fare: abbiamo un campo di granoturco, un orto
L'acqua per innaffiare la devo andare a prendere piuttosto lontano e quindi l'orto è piccolo, ma se la pioggia fa bene il suo lavoro, ciò che coltiviamo basta per tutta l'estate.
E poi abbiamo un paio di capre e una mucca
Il burro di karité è una questione di donne
Serve alla cura del corpo e in cucina
Lo vendiamo al mercato di Pô, a tre ore di cammino da qui
All'anno ne ricavo dai 25 ai 50 mila CFA (60-120 franchi)
Mi servono per i quaderni e i libri di scuola dei ragazzi, per una pentola quando serve, per le spezie
Decido io che cosa comprare con i soldi del burro di karité
E lo spendo subito al mercato, cosi non nascono problemi in famiglia
Come si fa il burro?
Prima si raccolgono le noci
Poi bisogna sbucciarle, farle seccare bene e torchiarle
Il lavoro più faticoso è impastare la massa oleosa, lo facciamo tutte insieme
Non ci sono attrezzi qui, si usano le mani, si suda
Cantando è piu facile, per questo cantiamo spesso
Che cosa cantiamo?
"Gli amici lavorano bene insieme" - fa il ritornello di una canzone
Migliorare la qualità
Capire i meccanismi del mercato
Le contadine di Nahouri riescono a vendere meglio il loro burro di karité, anche grazie a Pane per tutti e ACES
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Mercoledi 10 marzo 2010
"... se la mano destra lava la sinistra, poi è la siistra che lava la destra ..."
Un prezzo giusto per il frutto del lavoro
Gli alberi di karité sono piccole isole di verde nel paesaggio arso dal sole in cui è adagiato il villaggio di Sesuala
E la loro ombra è un toccasana
Il burro estratto dalle loro noci garantisce alle donne che lo producono e che lo vendono al mercato di Pô, la vicina città, un'entrata importante
Anche le ditte produttrici di cosmetici del Nord si interessano al burro di karité
Le speranze delle donne di Sesuala per un commercio lucrativo con gli europei si sono ben presto infrante poichè l'interesse non è ricolto al prodotto finito, ma alle noci
Pare che la qualità del burro africano non sia sufficiente
È solo una scusa: in verità si sta ripetendo la solita vecchia storia
Il nord acquista a basso prezzo la materia prima, mentre la sua lavorazione avviene al di fuori del continente africano
A Pô, almeno in scala ridotta, ciò non avviene
All'interno dell'Unione Lougou Zena le donne hanno imparato a perfezionare la produzione del loro burro di karité
Inoltre ora sanno leggere, scrivere e far di conto, così nessuno le può ingannare
In fondo stanno facendo i primi passi per scambi commerciali più giusti tra Africa ed Europa
Le donne dell'Unione Lougou Zena hanno stipulato un primo contratto per la fornitura di 50 tonnellate di burro di karité
Pane per tutti e ACES sostengono l'apertura di canali di distribuzione equi
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Giovedi-Venerdi 11-12 marzo 2010
"... non c'è nessun altro comandamento più importante di questi due ..."
Amo Dio se amo il prossimo,
garantendogli dignità
Oggi mi impegno in un gesto di amore verso il prossimo lesio nella sua dignità
Marco 12,31
Cotone Bio: finalmente un'opportunità per l'Africa ?
Le vendite di cotone bio sono cresciute globalmente del 63% nel 2008 anche se, con lo 0,1%, la sua quota di mercato rimane marginale
E siccome nessuno al mondo acquista tanto cotone bio come da noi in Svizzera, i coltivatori dell'Africa occidentale potrebbero trarne vantaggio
Lì il cotone rappresenta il 60% del ricavato delle esportazioni agricole
Alcune ditte svizzere sono implicate in questa storia di successo
Migros e Switcher si sono impegnate a rispettare i criteri del commercio equo e solidale su tutta la filiera che va dal campo di cotone alla vendita nei negozi
Nel 2006 il prezzo al chilo pagato ai produttori africani era di 306 franchi, 136 in più del prezzo sul mercato mondiale "dopato" dal cotone americano fortemente sovvenzionato
Ma il prezzo di vendita non è l'unico vantaggio
Il cotone bio offre a chi lo coltiva maggiore stabilità grazie alla pianificazione a medio termine
Inoltre la rinuncia all'uso di pesticidi e fertilizzanti chimici garantisce l'indipendenza dalle transnazionali della chimica
Infine alternando nei campi la coltura del cotone e di generi alimentari è possibile risparmiare acqua e la sicurezza alimentare aumenta
La Fair Wear Foundation verifica in maniera indipendente il rispetto dei diritti di lavoratrici e lavoratori e le condizioni di lavoro
In Europa è stata fondata su iniziativa di sacrificio quaresimale e pane per tutti
Una moda senza toppe
In generale le condizioni di lavoro nell'industria tessile in paesi come la Cina o il Bangladesh sono deplorevoli
In fabbriche però che cuciono indumenti per marche quali Switcher, Blackout o Mammut è differente
E anche grandi distributori hanno tra il loro assortimento collezioni di capi di cotone prodotti in modo equo
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... se parli con il cuore ... la gente di cuore capirà ...
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Sabato 13 marzo 2010
"... una rosa mi rende felice ..."
Una rosa mi rende felice solo se so che chi l'ha coltivata è stato retribuito correttamente - dice Ruth Genner
Durante la Giornata delle Rose di Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale la questione in primo piano è la giustizia
Le impiegate della serra in Tanzania che coltiva le rose Max Havelaar sono meglio retribuite e hanno maggiori diritti, rispetto a chi lavora per altre aziende agricole
Anche quest'anno le rose sono regalate da Migros e l'intero ricavato della loro vendita sarà devoluto a progetti a favore di popolazioni svantaggiate del Sud
Ogni anno la municipale ambientalista si mette a disposizione per vendere le rose sulla Paradeplatz di Zurigo
La Signora Genner è a capo del dipartimento delle opere civili
Lì non ha a che fare con le rose, ma con lastricati, realizzati con manufatti provenienti dall'Asia, che devono essere prodotti in condizioni eque
La città ha deciso di non doversi vergognare delle sue opere di pavimentazione
Ci interessa una produzione che rispetti gli standard sociali e ambientali
Per Ruth genner occorre maggiore giustizia, sia per le rose, che per i lastricati
Pubblico e privato
L'acquisto di prodotti rispettosi di standard sociali e ambientali è una questione personale, ma che riguarda anche la collettività
Le amministrazioni di alcuni cantoni e città stanno affrontando la questione
Quest'anno la Giornata delle Rose ha luogo per la sesta volta
Le 160'000 rose con il marchio Max Havelaar che Migros regala sono un contributo alla cooperazione allo sviluppo e il simbolo di rapporti commerciali più giusti
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Domenica 14 marzo 2010
"... io non manco mai ..."
Io non manco mai alla Pach, una festa di ottobre, nel sud-ovest del Guatemala
I contadini sono tornati dalla milpa, le piantagioni di mais e ciascuno ha trovato una pannocchia speciale: la pach, gemella o trigemina, due o tre in una
Le famiglie, con la loro pannocchia, vanno in chiesa e lì si celebra cristianamente
Poi si dirigono alla casa del responsabile di quell'anno
Lì, nel cortile di casa sua, collocano tutte le pannocchie, vi è una cerimonia maya e poi: musica, cibo, bevande, allegria
"... A maggior ragione il Padre vostro che è in cielo darà cose buone a quelli che glielo chiedono! ..."
Matteo 7,11
Herbert Mauricio Alvaro lopez, Guatemala
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Re:Quaresima 2010 1 Anno, 11 Mesi
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Lunedi-Martedi 15-16 marzo 2010
"... coltivare per potersi sfamare ..."
Le contadine e i contadini hanno capito che coltivare la vaniglia è rischioso e non sfama le loro famiglie
E poi richiede tanto lavoro: l'impollinazione si fa a mano e va fatta appena il fiore sboccia, altrimenti addio baccello
Basta un solo ciclone o la kakamenaloa, un piccolo insetto che depone le sue uova all'interno delle liane della pianta, per perdere il raccolto di un anno
Per fare fronte alle soudure, il periodo in cui i granai sono vuoti e il nuovo raccolto non è pronto, la gente chiede un prestito agli usurai per comperare un pò di riso, accettando tassi di interesse fino al 200-300%
Spesso arriva a vendere la vaniglia ancora verde a basso prezzo per rimborsare il debito
Molte famiglie, piene di debiti, sono scacciate dalle loro case dagli usurai e costrette a lavorare le terre senza alcun diritto sul raccolto
A poco a poco le persone hanno capito che è meglio coltivare mais, manioca o riso che si possono mangiare
Coltivano campi comuni e parte del raccolto lo mettono da parte per i tempi più duri
Grazie ai gruppi di risparmio molte famiglie non devono più andare dagli usurai
Le famiglie malgasce riscoprono le tradizioni, diversificando le coltivazioni.
Sacrificio Quaresimale le sostiene nel raggiungere la sovranità alimentare
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