Lourdes, tema pastorale 2011 



PREGARE IL PADRE NOSTRO

P. Horacio Brito, Rettore di Lourdes e P. Régis-Marie de La Teyssonnière


 




PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI

Il nostro rapporto con Dio avviene attraverso la preghiera
Pregare il Signore, è “stare” con Lui
Ma, per tanti, pregare è soltanto un chiedere qualcosa
Ma questo, Dio lo sa già
Ecco perchè, con la preghiera del Padre Nostro, Gesù ci insegna a chiedere ciò che il Padre vuole darci, ciò che abbiamo più bisogno, ciò che è buono per noi
Così, sia in terra sia in cielo, c’è una rivelazione del Padre Nostro
In qualsiasi luogo dove i figli di Dio si riuniscono, il Padre li colma dei suoi doni
E questo sarà visibile
Chi è attento, vedrà compiersi,  realizzarsi, concretizzarsi le petizioni del Padre Nostro nella vita dell’umanità
E’ il Padre stesso che si renderà visibile
Ora lo comprendiamo: Bernardette si trovò implicata profondamente in due relazioni che, in certo modo, non sono che una sola, pur essendo distinte
Bernardette è, infatti, “figlia di Maria”
E Maria stessa è  pienamente “figlia del Padre”
Così pure: più Bernardette si fà “figlia di Maria”, più assomiglia a Maria, ossia, “figlia del Padre”
Ecco allora che la gioia di Maria dinanzi a colei che cresce nella sua relazione filiale col Padre, si rende simile alla gioia del Padre che si rallegra vedendo Bernardette vivere da “figlia di Maria”


Le sette petizioni del Padre Nostro – le classificheremo arbitrariamente in quattro gruppi – ci chiariranno le parole di Maria e di Bernardette, e anche i loro gesti
E al tempo stesso, le parole e i gesti di Maria e di Bernardette, come quelli che vediamo e compiamo a Lourdes, ci aiuteranno a penetrare nella preghiera del Padre Nostro
Comprenderemo meglio ciò che diciamo e vivremo meglio quel che riceviamo e trasmettiamo

 

SIA SANTIFICATO IL TUO NOME, VENGA IL TUO REGNO

Innanzitutto, la preghiera del Padre Nostro inizia con un stabilire di nuovo un punto focale
Santificare il Nome di Dio, vuol dire, infatti, non confonderlo con alcun altro nome, dargli il suo posto, dunque un posto suo
Bisogna “lasciare che Dio sia Dio”
E la   conseguenza sarà immediata: la venuta del Regno di Dio
Così, rivolgersi al Padre, è aprirsi non soltanto ad un’altro atteggiamento, ad un comportamento diverso, ma diventa allo stesso tempo porta  d’ingresso in un’altra realtà
Mosè ne fece  l’esperienza
Ancor prima di ascoltare il Nome di Dio, si sente dire: “Non ti avvicinare. Togliti i sandali dai piedi, perché questo luogo che calchi è una terra santa”
Dunque, è prendendo coscienza che il luogo è abitato della santità di Dio, che Mosè potrà accogliere Colui che gli si rivela dal cespuglio: “Io Sono Colui Che Sono” (Es. 3, 14)
Al tempo della terza apparizione, Bernardette prende l’iniziativa di rivolgersi alla misteriosa visita che ha di fronte alla Grotta: “Signora, avrebbe la bontà di dirmi il suo nome?”
Ma come risposta ottiene soltanto un grande sorriso e le parole: “Non è necessario”
Per  Bernardette ci sarà quindi qualcosa di più urgente
Innanzitutto, mettersi in cammino, purificare il proprio desiderio, preparare il suo cuore : “Vorreste farmi la grazia di venire qui per quindici giorni?”
Infatti, sarà al termine del suo “pellegrinaggio” (dei quindici giorni) che Bernardette sarà pronta a ricevere, accogliere e trasmettere il nome della creatura umana più vicina a Dio:” “Io Sono l’Immacolata Concezione” (25 marzo 1858)
L’atteggiamento profondo che caratterizza il  pellegrinaggio perciò, non è soltanto il clima adeguato, ma anche le condizioni necessarie all’accoglienza del Nome di Dio da parte di Mosè, del nome di Maria da parte di Bernardette, del Nome di Padre con il  quale Gesù invita i suoi discepoli a invocare Dio
L’accoglienza del Nome apre alla sua santificazione, a dargli il suo vero posto
E questa santificazione diventa annuncio, venuta e presenza del Regno di Dio
Oggi a Lourdes, molte persone vedono ad occhio nudo che “qui, il cielo e la terra si uniscono”
Certo, c’è la preghiera, le processioni, le celebrazioni
C’è l’attività incessante dei volontari a beneficio dei malati; è tutto vero
Ma si nota anche facilmente chi si rivolge a Dio, per poter prestare il suo rapporto con il prossimo con attenzione, benevolenza, generosità
A Lourdes, questi due atteggiamenti vanno perfettamente insieme
Grazie a questo modo nuovo di vivere, è giustamente il Nome del Padre che è santificato, nei gesti e nelle parole
Ma è anche il Regno di Dio che viene annunciato e fatto presente

Riflessioni:
Chi mi ha insegnato la recita del Padre Nostro ?
A che età ?
In che circostanza ?
Quando recito il Padre Nostro ?
Nella Messa ?
Recitando il Rosario ?
Ogni giorno ?
Da solo ?
Con altri ?
Cosa mi ricorda la preghiera del Padre Nostro ?
Mi sento figlio o figlia di Dio che è Padre?
E’ qualcosa di serio per me ?
Essenziale ?
Doloroso ?
Vitale ?
Che posto do, nella mia vita, al Nome di Dio Padre ?
Nel discernimento, nelle scelte, nei rapporti con gli altri ?
Nell’uso dei miei beni?
Come santifico il Nome di Dio Padre ?
Con quali atteggiamenti, gesti ?

 

SIA FATTA LA TUA VOLONTA' COME IN CIELO COSÌ IN TERRA

Il tema della volontà del Padre ci ricorda che Dio occupa il primo posto
Infatti, siamo stati creati da Lui e per Lui
Fare la volontà del Padre, è perciò lo stesso che manifestazione, realizzazione, compimento
Per compiere la volontà di Dio, Mosè scopre, pian piano, che ha bisogno di essere docile, che deve lasciarsi guidare da Dio e anche in mezzo alle difficoltà, alle tentazioni e alle incomprensioni
Ma il frutto della sua obbedienza rende possibile l’Alleanza di Dio e del suo Popolo
Da Maria, Bernardette impara a vivere l’Alleanza con Dio
Per questo si fà obbediente a quanto la Signora le dice e le chiede
Maria esprime la sua volontà d’amore
Bernardette vi corrisponde poco a poco, a volte nella gioia, a volte nel dubbio o anche nel dolore: « Non ho potuto fare il segno della croce prima che lo facesse la Signora »; « ho promesso » ; « sono felice perché ho fatto la mia commissione »; « In che cosa le ho mancato ? »
Ma, dopo ogni tappa, Bernardette sente la soddisfazione di una gioia nuova: per sè, una unione speciale con Gesù e, per gli altri, quello di potere intraprendere tale pellegrinaggio per vivere, anch’essi, una autentica unione
Così, come Mosè, Bernardette diventa testimone visibile della volontà del Padre, manifestata nella persona della più eminente figlia del Padre
Il Vangelo ci fà scoprire Gesù che compie alla perfezione la volontà del Padre
Anche per Lui il suo pellegrinaggio terrestre passa attraverso la tentazione, il rifiuto, l’ incomprensione, la sofferenza
Ma, in qualsiasi circostanza, Gesù fa la scelta del Padre: « Padre, se vuoi, allontana da me questo calice; tuttavia, non sia fatta la mia, ma la tua volontà » (Lc 22, 42)
Il pellegrinaggio, secondo come si riesce a viverlo, è un tempo speciale di discernimento, nella preghiera e condivisione
Così ciascuno è invitato a riscoprire, che la volontà del Padre è una volontà di amore
Infatti, Dio Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, sono Amore; Dio creò l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza perché vivessero tra loro e con lui nell’amore
Tale è la volontà del Padre di Gesù e Padre Nostro, in Lui è l’origine dell’Amore e quindi ogni volontà d’Amore

Riflessioni:
Che spazio dò alla mia volontà ?
Tengo conto di quella degli altri ?
Della volontà del Padre ?
Di quanti mi sono vicini ?
Che idea mi sono fatto della volontà del Padre ?
Per me ?
Per gli altri ?
Per chiunque ?
Quali strumenti uso per scoprire la volontà del Padre ?
Esame di coscienza ?
Preghiera ?
Lettura della Parola di Dio ?
Ritiri ?
Direzione spirituale ?
Impegni nella Chiesa ?
Nella società ?
Per vivere la volontà del Padre, sono fedele al mio stato di vita ?
Promesse battesimali ?
Matrimonio ?
Sacerdozio ?
Vita religiosa ?
Vita consacrata ?
Dinanzi alle scelte fondamentali, quanto pesa il mio desiderio di compiere la volontà del Padre ?
Nel discernimento della mia vocazione ?
Matrimonio ?
Educazione dei figli ?
Etica nella vita professionale ?

 

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO

Questa petizione centrale nella preghiera del Padre Nostro ci ricorda il nostro legame filiale, la nostra  dipendenza vitale da Dio
Tuttavia, la nostra natura  umana contaminata dal peccato, ci spinge  incessantemente, come i nostri progenitori, a volere prendere il posto di Dio, a desiderare “essere come dei“
Credendoci allora il centro del mondo, dimentichiamo subito la nostra dipendenza da Dio e dagli altri
Nel deserto, dopo avere incontrato Dio sulla montagna, Mosè scopre che il popolo ha già dimenticato il suo Signore per adorare un vitello d’oro
Immediatamente dopo, appena si presenta il bisogno di cibo, il popolo protesta contro Dio e osa dire che preferisce la schiavitù d’Egitto al cammino di libertà che il Signore gli ha aperto attraverso il deserto
La risposta di Dio, a questo rinnegamento, è il dono della manna: « Ecco che farò piovere pane dal cielo. »
Il popolo potrà raccoglierne la razione quotidiana ( Es. 16, 4)
Nel vangelo, Gesù farà la distinzione tra i due pani, quello della terra e quello del cielo: «Voi mi cercate, non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati» (Gv. 6, 26)
E Gesù aggiunge subito: «Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà, perchè su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo» (Gv. 6, 27)
L’11 febbraio 1858, Bernardette cerca del pane
Ma è in particolar modo il desiderio del pane del cielo che la farà ritornare a Lourdes alcune settimane prima, per potersi preparare alla prima comunione
Come anche, è il bisogno del pane quotidiano che l’ha condotta alla grotta, cercando della legna, che diventerà moneta di scambio per procurarsi un po’ di cibo vitale
In un caso e nell’altro, Bernardette non cessa di manifestare la sua imperturbabile fiducia in Dio Padre e nella sua provvidenza verso tutti, come lo seppe esprimere nella sua bella preghiera: « Dammi, Signore, ti prego, il pane dell’amore, il pane dell’umiltà, il pane del l’obbedienza ; il pane della forza per dissolvere la  mia volontà e fonderla con la tua; Il pane della mortificazione interiore; il pane del distacco dalle creature; il pane della pazienza per sopportare le pene che il mio cuore soffre. O Gesù, tu mi vuoi crocifissa, fiat ! il pane dei forti per saper soffrire, perchè impari a non volere altri che Te, in tutto e sempre »
Il 3 giugno 1858, poche settimane prima dell’ultima apparizione, che avverrà il 16 luglio, Bernardette fece la sua prima comunione
E’, così, esaudita nel suo più intimo desiderio
Ora essa è totalmente figlia del  Padre che l’ama tanto, al punto di darle il suo proprio Figlio (Gv. 3, 16)
Oggi, seguendo Bernardette, sono milioni le persone che ogni anno vengono a Lourdes, tutti con motivazioni differenti
Spinti da bisogni materiali, alcuni esprimono il loro smarrimento; altri presentano le proprie sofferenze
Ed altri, alla ricerca di un cammino di conversione o di riconciliazione

Riflessioni:
Posso ritenermi in vera dipendenza da Dio Padre?
In che cosa si manifesta concretamente per me questa dipendenza?
Con la mia assiduità alla preghiera? Con la lettura frequente della parola di Dio?
Con la mia partecipazione alla messa domenicale?
Sono dipendente dagli altri?
In che cosa?
Per me questo è un fatto positivo?
Nella mia relazione con gli altri, sono aperto all’ascolto?
Al dialogo?
Mi capita di chiedere consiglio?
Il pane materiale, per me, ha un valore particolare?
Sono attento a non sprecarlo?
A condividerlo?
Come reagisco dinanzi alla assenza di pane per i tanti milioni di persone di oggi?
Cosa non devrebbe mancare perché la mia vita abbia senso?
Perchè sia piena?
Riuscita?
Quale cibo mi alimenta realmente?
Chi mi fa crescere?
Chi mi rende forte?
Chi mi dona gioia?

 

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI
E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE MA LIBERACI DAL MALE

Le ultime domande del Padre Nostro ci mettono di fronte alla nostra realtà, quella della nostra natura umana ferita dal peccato e così rapida a dare le  spalle a Dio
Ma queste domande sono soprattutto un atto di fede nell’amore che Dio ci manifesta, un amore più grande, più forte, più potente del nostro peccato, della nostra sofferenza e anche la nostra morte inevitabile
Dopo essersi allontanato da Dio, soltanto quando il popolo riconosce il proprio peccato, Mosè può intercedere
E per mezzo di un segno concreto da compiere, ( il serpente di bronzo) Dio concede il  perdono, la guarigione e la liberazione (Nm. 21, 8)
Gesù è forte della parola che il Padre ha pronunciato su di lui nel battesimo: “Tu sei il mio Figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto “(Lc. 3, 22)
Nel deserto quando Lui stesso fu tentato, Gesù si riferisce al Padre dicendo: “ Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai. “(Lc. 4, 8)
All’ora della condanna, dell’umiliazione e del maggior dolore, sarà sempre verso il Padre che Gesù si rivolge e per  intercedere per i suoi persecutori: “ Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno” (Lc. 23, 34)
Molto presto, Bernardette farà l’esperienza dei suoi limiti
Questo le permette di accettare i rimproveri dei suoi genitori e senza ribellarsi
È in questo contesto che la luce della prima apparizione conduce Bernardette al confessionale del reverendo Pomian per ricevere il perdono sacramentale
Fu dopo questa prima confessione che le parole di Maria risuoneranno in modo speciale nel suo cuore: « Pregate Dio per la  conversione dei peccatori »
« Penitenza! Penitenza! Penitenza! »
« Andate a bere alla fonte e lavatevi »
In maniera illuminante per tutti i pellegrini di Lourdes, Bernardette non si sente esclusa da questo messaggio
Al contrario, lo fà proprio al punto che le ultime parole che pronuncerà su questa terra ne  sono l’eco: “ Pregate per me, povera peccatrice “
Così Bernardette ha manifestato la sua ricerca  continua di perdono
Come ogni creatura umana, anche Bernardette ha conosciuto la prova della tentazione
Nella sua semplicità, ma anche nel suo desiderio di vivere come figlia del Padre, ci svela il segreto la sua vita: « Il primo atto non ci appartiene. Il secondo sì »
Se il primo atto è segnato dalla debolezza della natura umana nella quale si inserisce il tentatore, il secondo va vissuto più in unione con Gesù, il Figlio del Padre. (con più coscienza)
È certamente così, con questa conversione di ogni momento, che Bernardette ha messo in pratica l’invito alla penitenza che le era stato chiesto. Queste due tappe della preghiera e della penitenza trovano in Bernardette il loro pieno compimento dalla liberazione dal male. Infatti, liberandoci dal  male, il Padre non ci restituisce a uno stato primordiale soltanto, ma ci fa entrare in una vita nuova
È il senso delle parole di Maria: “ andate a bere alla fonte e lavatevi “
Il gesto dell’acqua annuncia e  prefigura il percorso sacramentale, il cui frutto più bello è il nostro rientrare nella famiglia del Padre
Oggi a Lourdes, noi che portiamo la nostra umanità ferita, nella contemplazione dell’Immacolata che la  grazia è più forte del peccato, che l’amore è più grande del nostro egoismo e che la riconciliazione è fattibile per quanti la sanno accogliere

Riflessioni:
Ho coscienza che la natura umana è intaccata dal peccato ?
So qual’è il mio peccato più radicato?
Ho il coraggio di dirlo?
Sono convinto che la grazia che il Padre mi dà per mezzo del Figlio e lo Spirito Santo mi permettono di superare le tentazioni ?
Andare oltre il peccato, gioire per il ritorno alla grazia !
Ci sono state delle esperienze di liberazione ?
Da un vizio ?
Da una inclinazione cattiva?
Do importanza al perdono ?
Nella mia vita matrimoniale ?
Di famiglia ?
Nel lavoro ?
Con il prossimo ?
Nella comunità ecclesiale ?


Amen



 
Fonte:
http://it.lourdes-france.org/approfondire/i-testi-fondamentali/tema-pastorale-2011