
Fonte: wikipedia
Il gatto delle foreste norvegesi è una antica razza di gatti originaria dei paesi scandinavi, le cui caratteristiche sono state tramandate oralmente nei secoli attraverso racconti e leggende
Cenni storici
La storia del Gatto delle foreste norvegesi (o Norsk Skogkatt come è conosciuto nel suo paese d'origine) è ricca di leggende legate al popolo dei Vichinghi.
Si narra, infatti, che questo antico popolo usasse tenere in casa i gatti dei boschi vicini alle loro abitazioni, e che li portassero sulle loro navi, durante i viaggi, come cacciatori di topi.
Alcune leggende norvegesi raccontano che Freyja, dea dell'amore e della fertilità, vagasse per il mondo su un carro trainato da due grossi gatti dal pelo lungo cercando il suo consorte Óðr, e anche che Thor, dio del tuono, fu sottoposto ad una prova di forza che consisteva nel sollevare un grosso gatto.
Le prime citazioni storiche, cominciano nel 1559 quando il sacerdote e naturalista danese Peter Clausson Friis, allora residente in Norvegia, divise le linci norvegesi in tre classi: la lince-lupo, la lince-volpe e la lince-gatto.
I primi scrittori a fare una collezione sistematica ed una trascrizione delle antiche leggende furono il folclorista Peter Christian Asbjornsen ed il poeta Jorgen Moe.
Nel 1835 hanno pubblicato una collezione di storie e canzoni Norvegesi che li ha resi celebri come "I fratelli Norvegesi Grimm".
Fino a che nel 1912, l'artista Olaf Gulbransson fece un disegno di un grande campione tipo Skogkatt nella sua autobiografia il disegno risale a circa il 1910.
Negli anni Trenta, a causa della deruralizzazione dell'ambiente selvaggio, l'addomesticamento portò ad un incrocio con gatti di casa a pelo corto.
Dato che il gene del pelo corto è dominante, il tipico manto Skogkatt divenne sempre più raro.
Già prima della Seconda Guerra Mondiale, un gatto delle foreste venne presentato in una mostra a Oslo, e dopo la guerra pochi ammiratori continuarono con il piano di preservare la razza, utilizzando i migliori e più adatti esemplari che poterono trovare
Gli anni 1970-1980
Nel settembre del 1972 il gatto delle Foreste fu accettato come razza dalle associazioni Norvegesi, e venne dato uno standard preliminare.
A questo punto il termine "Norsk Skogkatt" divenne ufficiale; non si tratta di una referenza per i confini geografici (il gatto delle foreste appare anche in altri paesi Scandinavi), ma piuttosto al primo paese che lo riconobbe.
Ancora pochi anni prima della vera svolta.
Nel 1973 cominciò il programma di allevamento, non fu facile trovare un altro Skogkatt riconosciuto come tale in quel momento, ma ci vollero circa 10 mesi affinché gli allevatori potessero confermare di avere un vero Skogkatt.
Iniziato con la femmina di Edel Runas - Pippa Skogpuss, si accoppiò con il maschio di Nylunds - Pans Truls.
Nel dicembre del 1975 un gruppo di allevatori appassionati si riunisce fondando il Norsk Skogkattring (club dei Gatti delle Foreste Norvegesi), che lavora per il recupero della razza, che nel 1976 viene ufficialmente riconosciuta dalla FIFé e successivamente anche da tutte le altre associazioni internazionali.
Oggi, in Norvegia, questa razza è riconosciuta come razza nazionale e prende il nome di Norsk Skogkatt.
Il programma di allevamento fu difficile per gli anni successivi perché vi erano così pochi parenti riconosciuti ufficialmente che un certo numero di incroci tra parenti fu inevitabile.
Prima che potesse essere riconosciuta la nuova razza dalla FIFè (Fédération Internationale Féline) dovettero essere autenticate tre generazioni complete. Nell'aprile del 1977, quando c'erano circa 150 Gatti delle Foreste Norvegesi registrati in Norvegia, la FIFè inviò un giudice Tedesco ad uno show in Oslo.
Il suo obiettivo era quello di fare un reportage della nuova razza, per aiutare la commissione dei giudici della FIFè a decidere sul suo futuro.
Nel novembre 1977, Carl-Frederick Nordane viaggiò fino a Parigi per partecipare all'assemblea generale della FIFé.
Portò con sé diverse foto di quella che da li a poco sarebbe divenuta una nuova razza.
I giudici riconobbero in Pans Truls, brown tabby con bianco, lo standard con cui si sarebbe identificata l'intera razza ed assegnarono il numero 13 NF standard. La cosa fece molto clamore nel paese d'origine dove alla televisione venne trasmessa la foto di Truls che annunciava che Il gatto delle foreste norvegesi era stato ufficialmente riconosciuto
Caratteristiche e colori
Di taglia grande, lungo, di costituzione robusta e con solida struttura ossea.
La testa è triangolare con tutti i lati uguali, di buona altezza vista di profilo, fronte leggermente arrotondata, profilo dritto senza interruzioni, mento forte.
Le orecchie sono grandi, larghe alla base, appuntite, con ciuffetti simili a quelli della lince e lunghi peli che ne fuoriescono.
Gli occhi sono grandi, ovali, ben aperti ed obliqui e sono ammessi tutti i colori indipendentemente dalla colorazione del mantello.
Espressione attenta.
Le zampe sono robuste, alte, con zampe posteriori più alte di quelle anteriori.
Piedi grandi e palmati che gli facilitano gli spostamenti sulla neve, arrotondati e proporzionati alle zampe. La coda è lunga e fornita di pelo, girata all'indietro dovrebbe raggiungere almeno le scapole, ma preferibilmente il collo.
Il pelo è semilungo.
Il sottopelo lanoso è ricoperto da un pelo di copertura lucido e idrorepellente che è formato da peli lunghi, grossi e lucidi che coprono la schiena ed i fianchi. Un gatto in pieno pelo ha una gorgiera, una criniera completa e pantaloncini sulle zampe posteriori.
Tutti i colori sono permessi incluse tutte le varietà con bianco. Sono esclusi i disegni di tipo point (siamese), e i colori chocolate, lilac, cinnamon e fawn.
È permessa qualunque quantità di bianco
Carattere, cure e alimentazione
Quando si decide di far entrare nella propria vita un gatto delle Foreste Norvegesi, si accoglie in casa un vero e proprio compagno di vita.
Nonostante l'aspetto imponente e un po' selvatico, il Norvegese è un gatto dolcissimo e amante delle comodità.
Curioso e partecipe della vita della famiglia con cui condivide le sue giornate, è un ottimo compagno per i bambini ai quali insegna il necessario rispetto che si deve avere nel relazionarsi con lui.
Si adattano alla vita di appartamento e alla presenza di altri animali senza grossi problemi.
Ovviamente se si ha la possibilità di farli stare all'aria aperta si farà loro cosa gradita ma è assolutamente necessario attrezzare il giardino o la terrazza con tutte le protezioni possibili per evitargli pericolosi incidenti.
Riguardo alla toelettatura i Norvegesi non necessitano di eccessive "manutenzioni": basta spazzolarli una o due volte la settimana soprattutto in inverno visto che hanno molto pelo (non si formano però nodi come ad es. nel persiano) e in primavera nel periodo della muta.
Va evitato di fargli il bagno (a meno di disastri clamorosi) perché ripetuti lavaggi potrebbero sciupare il loro particolare sottopelo.
È buona cosa attrezzare l'ambiente che ospiterà il nostro amico con un buon tiragraffi robusto dove possa andare a farsi le unghie.
Per l'alimentazione di base va benissimo una buona qualità di croccantini reperibili nei migliori negozi specializzati in quanto è l'alimento più completo, e poi l'umido, anche qui si consigliano marche naturali, preferibilmente di carne e pesce a pezzetti.
Carne senza problemi e pesce senza esagerare (potrebbe provocare fastidiose diarree)
Sia carne che pesce vanno cotti per evitare rischi di parassiti intestinali.
Non va dato latte mentre sono indicati, in quantità moderata, yogurt intero e rosso d'uovo
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