Molti anni fa, in Cina, vivevano due amici.
Uno era molto bravo a suonare l'arpa.
L'altro era dotatissimo nella rara arte di saper ascoltare.
Quando il primo suonava o cantava di una montagna,
il secondo diceva:
«Vedo la montagna come se l'avessimo davanti».
Quando il primo suonava a proposito di un ruscel­lo,
colui che ascoltava prorompeva:
«Sento scorrere l'acqua fra le pietre».
Ma un brutto giorno, quello che ascoltava si am­malò e morì.
Il primo amico tagliò le corde della sua arpa e non suonò mai più.

Esistiamo veramente se qualcuno ci ascolta.
Il do­no più grande che possiamo fare ad una persona
è ascoltarla «veramente».
Una ragazza molto sensibile parlò con un inse­gnante
di un suo problema molto sentito.
L'insegnante le suggerì di parlarne con i genitori.
La ragazza ci provò, ma, anche di fronte alla sua angoscia e con­fusione,
i suoi avevano minimizzato e avevano cam­biato discorso,
assicurandole che «stava esageran­do»,
che «avrebbe superato il problema», ecc.
Ri­fiutarono la discussione come se, ignorandolo,
il pro­blema potesse risolversi da sé.
Solo dopo un tentativo di suicidio della figlia i genitori reagirono:
«Perché non ci hai detto che avevi dei problemi?» le chiesero.
«E voi, perché non avete ascoltato quando ve lo dicevo?».
Una bambina ha scritto:
«Alla sera, quando so­no a letto,
mi volto verso il muro e mi parlo,
perché io mi ascolto».