
Un bambino che abitava la pianura
era affascinato dalla linea delle montagne
che si stagliava lontano all'orizzonte.
Azzurrine, leggere, compatte,
gli apparivano come un luogo di paradiso.
Così diverso dalla terra aspra e grigia dove viveva.
Un giorno, ormai cresciuto,
cedette al richiamo dell'orizzonte
e decise di raggiungere quel posto incantato.
Il viaggio durò a lungo,
attraverso pianure e colline.
Stremato,
arrivò infine sulla vetta delle montagne,
ma dovette constatare con profonda delusione
che le montagne non erano più azzurrine
ma grigie e caotiche, sassose, aride ed aspre.
Proprio come il paese che aveva lasciato.
Ma all'orizzonte, davanti a lui,
si delineavano altre montagne,
azzurre, violette, alonate di luce dorata.
E ripartì.
Gli ci volle molto tempo per raggiungerle.
Ma anche là,
man mano che si avvicinava,
l'azzurro e il viola scomparivano
per lasciare spazio al grigio delle rocce
e al giallo stopposo dell'erba bruciata.
Ma davanti l'orizzonte era azzurro e rosa.
E lui si rimetteva in cammino.
Era sempre una delusione:
al suo arrivo anche le nuove terre
si rivelavano ruvide e brulle.
Un giorno, ormai vecchio,
vista vana la sua ricerca,
decise di tornare indietro.
Ed ecco,
tutti i paesi che aveva lasciato
erano azzurrini, leggeri,
immersi in una incantevole luce dorata
| < Prec. | Succ. > |
|---|















