Un giovane monaco,
desideroso di raggiungere in fretta la Verità,
si presentò ad un anziano
pregandolo di farlo divenire suo discepolo.
L’anziano gli obiettò:
"La Verità non si raggiunge in fretta.
A volte ci vuole tutta una vita.
Tuttavia, se vuoi, ti affiderò un compito:
ogni giorno ti recherai al villaggio
e mendicherai per me una tazza di riso".
"Tutto qui?"
chiese il giovane
"Per me, sì e per te,
ogni giorno mi dirai che cosa hai visto lungo il percorso".
"Posso saperne il motivo?"
gli domandò il giovane monaco.
"Per esercitare l’attenzione"
gli rispose l’anziano, aggiungendo: 
"Essa è alla base della vita spirituale".
 
Il primo giorno, tornando con la ciotola di riso,
il giovane riferì:
"Lungo il percorso ho visto la grandiosità degli alberi e del fiume"
"La grandiosità è certo un attributo della Verità,
ma non è la Verità", osservò l’anziano.
 
Il secondo giorno, il giovane disse:
"Oggi ho visto la grazia in una donna che camminava per la strada"
"La grazia", fu la risposta dell'anziano,
"è essenziale alla Verità,
ma non è la Verità".
 
Il terzo giorno, il giovane disse:
"Ho notato la bellezza dei fiori e l’armonia dei loro colori"
"La bellezza e l’armonia vestono la Verità,
ma non sono la Verità".
 
Passarono i giorni
e quotidianamente il giovane esercitava la sua attenzione
e riferiva all’anziano ciò che aveva notato,
ma costui non prendeva nella minima considerazione
le sue osservazioni.
Il giovane monaco intensificò il suo sguardo.
Riferì del cielo e di ogni suo singolo aspetto,
della pioggia e di ogni sua singola goccia,
delle erbe, animali e rocce
e di ogni loro particolarità.
Ma tutto ciò lasciò l’anziano indifferente.
Finalmente,
un giorno il ragazzo si presentò all’anziano con il viso chino:
"Oggi" gli disse, "non ho visto nulla.
Però, nell’acuto dolore per la mia disattenzione,
ho percepito che il fatto che io esistessi,
cercassi e pensassi ed era pur sempre qualcosa"
 
"Finalmente hai trovato te stesso",
assentì l’anziano:
"Il punto di partenza per la scoperta della Verità".
E lo fece diventare suo discepolo

 

Piero Gribaudi