Una notte ho fatto un sogno splendido
Vidi una strada lunga, una strada che si snodava dalla terra e saliva su nell'aria,
fino a perdersi tra le nuvole, diretta in cielo
Ma non era una strada comoda, anzi era una strada piena di ostacoli,
cosparsa di chiodi arrugginiti, pietre taglienti e appuntite, pezzi di vetro
La gente camminava su quella strada a piedi scalzi
I chiodi si conficcavano nella carne, molti avevano i piedi sanguinanti
Le persone però non desistevano: volevano arrivare in cielo
Ma ogni passo costava sofferenza e il cammino era lento e penoso
Ma poi, nel mio sogno, vidi Gesù che avanzava
Era anche lui a piedi scalzi
Camminava lentamente, ma in modo risoluto
E neppure una volta si ferì i piedi
Gesù saliva e saliva
Finalmente giunse al cielo e là si sedette su un grande trono dorato
Guardava in giù, verso quelli che si sforzavano di salire
Con lo sguardo e i gesti li incoraggiava

Subito dopo di lui, avanzava Maria, la sua mamma
Maria camminava ancora più veloce di Gesù
Sapete perché?
Metteva i suoi piedi nelle impronte lasciate da Gesù
Così arrivò presto accanto a suo Figlio,
che la fece sedere su una grande poltrona alla sua destra
Anche Maria si mise ad incoraggiare quelli che stavano salendo
e invitava anche loro a camminare nelle orme lasciate da Gesù,
come aveva fatto lei

Gli uomini più saggi facevano proprio così e procedevano spediti verso il cielo
Gli altri si lamentavano per le ferite, si fermavano spesso,
qualche volta desistevano del tutto
e si accasciavano sul bordo della strada sopraffatti dalla tristezza

Una mattina un professore di cardiologia
condusse gli alunni al laboratorio di anatomia umana dell'Università
Stavano osservando alcuni organi,
quando notarono un cuore smisuratamente grande
Il professore chiese ai ragazzi se sapevano dire a chi fosse appartenuto,
intendendo quale malattia avesse causato la morte di quella persona

"Io lo so" disse un ragazzo, in tono molto serio

"Era il cuore di una Madre"



- Bruno Ferrero -