Nei tempi più antichi di tutti, Dio, che guarda ogni atomo della sua creazione,
guardò l'uomo con un occhio tutto speciale
Avvenne però un equivoco: l'uomo, che più di ogni altra sete ha sete d'amore,
scambiò quello sguardo per uno sguardo d'amore
Lo era realmente ?
L'uomo avrebbe dovuto nutrire almeno qualche dubbio,
se non altro perché proprio a lui era stato dato sperimentare quanto complesso,
difficile e travagliato fosse l'amore
Ma l'uomo non ebbe dubbi
E dato che per l'uomo l'amore, se non è scambievole, ha pochissimo senso,
nacquero in lui l'angoscia, la presunzione e l'ambizione di contraccambiarlo,
e la paura di non saperlo o poterlo fare
Queste generarono, col tempo, fastidio, dubbio, ripulsa, ribellione
e poi odio contro quest'occhio così colmo di mistero
Che gran guaio, quell'equivoco!
Lo sguardo privilegiato di Dio era, infatti, uno sguardo di luce
A quale sua altra creatura poteva voler Egli illuminare il cammino facilitandole i passi ?
Avvenne ed avviene, così, che l'uomo si perde e si sperde continuamente nel buio,
senza riuscire a capire che quell'occhio, proprio nell'illuminargli la strada,
gli svela anche la più alta forma d'amore:

quella che nulla richiede in cambio ...